giovedì 26 marzo 2015

La Santa Prevenzione


I social network sono lo stabulario ideale per studiare le reazioni del pubblico agli stimoli inviati tramite i media dal Grande Ingegnere Sociale, con alcune differenze. Se Twitter, nel ruolo di pancia dell'opinione pubblica è lo stomaco, organo dotato di un suo "cervello" autonomo e quindi più nobile ed evoluto rispetto al tenue ed al colon, Facebook è il tratto terminale dell'intestino, il retto, inclusi i suoi prodotti fecali.
La differenza fa sì che le cavie umane, a seconda della gabbia nella quale si collocano (volontariamente, questo è il grande vantaggio con gli umani, rispetto all'animale riottosità di ratti e guinea pigs), reagiscono in maniera diversa a seconda del contesto. Cosicché su Twitter si fa gli intellettuali, gli spiritosi ed arguti, mentre su Facebook ci si lascia andare alle peggiori pulsioni, si lascia emergere il parabolano che è in noi ed il fenomeno si verifica nel medesimo soggetto, per cui il suo comportamento si adatta, per desiderabilità sociale, all'ambiente in cui si trova in quel momento. Ciò è assai interessante per chi, come lo psicologo, studia, illudendosi di comprenderlo, il comportamento umano.

Perdonate la premessa sicuramente indigesta a chi, in questo paese, fascisticamente considera la psicologia una sottocultura giudaico-massonica al limite della superstizione, i cui esponenti ed esperti, gli "psicologi", vanno sempre messi tra virgolette e sono sempre cosiddetti, mentre qualunque medico, anche colui grazie al quale finisci in PS perché non si è accorto che avevi un infarto, una broncopolmonite o una meningoencefalite virale, perché purtroppo non era la classica sindrome influenzale che aveva diagnosticato, è sempre "il Dottore".
La premessa è dovuta al fatto che mi sono azzardata a dare della pazza ad Angelina Jolie che, ossessionata dalla paura di contrarre il cancro a causa di un'ereditarietà familiare, sta facendosi togliere un organo dopo l'altro. Curioso particolare: i caratteri sessuali. Prima quelli secondari, le mammelle, e ora quelli primari, le gonadi.
Non l'avessi mai fatto! La pancia ha reagito con borborigmi, rutti, sonori peti ed anche abbondanti cacate fuori dal vaso. Perché l'omologazione, come direbbe papa Francis, "spussa".

Lo ammetto: ho semplificato con l'aggettivazione e sono stata una toscanaccia velenosa come al solito. Quando pungolo le mie scosse sono sempre ad alto amperaggio, e ho pronunciato una parola, pazza, che nessuno vuole sentire, perché ufficialmente siamo tutti sanissimi di mente e le nostre azioni, soprattutto quelle che rispondono a criteri utili al Mercato sono sempre razionali e lodevoli.
Tuttavia, grazie ad un briciolo di competenza, rivendico il diritto di considerare fuori di testa chi, indotta da consiglio medico con quella sottile arte di addossare la responsabilità della scelta più difficile sul paziente a confondere probabilità con certezza, accetta di farsi mutilare di parti del corpo che, mi dispiace per i razionalisti a tutti i costi e i luminari della mutua, ma hanno un'enorme valenza simbolica.

In questo articolo, segnalatomi da una delle sorcette che si sono risentite per la mia uscita su Angelina, la nota attrice spiega perché, in previsione (probabilistica, non certa) di mali estremi ha messo in pratica tali estremi rimedi. E' una lettura interessante, in primo luogo per il racconto delle comprensibili angosce di una donna che ha già visto morire le donne della sua famiglia per cancro mammario e ovarico ma che - tappatevi le orecchie con la cera come Ulisse se non lo volete sentire - ha evidentemente un problema grosso così con la propria femminilità, testimoniato in passato anche da episodi di evidente anoressia. Chi soffre di disturbi dell'identità sessuale non di rado arriva ad atti di autolesionismo, come l'anoressia appunto, fino a vere e proprie automutilazioni.
A questo punto di solito i sorci e le sorcette saltano su: "Come ti permetti di fare diagnosi a distanza? Che competenze hai?" E ancora: "Che c'entra l'ideologia gender con la prevenzione?" C'entra, c'entra.
In secondo luogo, l'articolo mostra come queste forme estreme di prevenzione, vere e proprie mutilazioni femminili che l'esempio e il ruolo di potente testimonial della Jolie rischiano di ammantare di una certa valenza rituale, sono entusiasticamente appoggiate da una medicina che ha creato il culto della prevenzione sempre più invasiva, pervasiva e totalizzante, rinunciando a dedicarsi all'eliminazione delle cause delle malattie. Medicina che ormai è sempre più espressione di quella iatrogenesi della quale parlava Ivan Illich già quarant'anni fa nel suo celebre "Nemesi medica". Per intenderci, quando la cura provoca maggiori danni dei benefici che dovrebbe portare e a volte uccide più della malattia.

Gli esempi di iatrogenesi sono innumerevoli. Farmaci che presentano effetti collaterali sempre più importanti e debilitanti. Vaccini proposti come panacee di tutti i mali sottovalutandone sempre di più i rischi, connaturati a qualsiasi somministrazione di farmaco Psicofarmaci che non curano più la depressione ma la cronicizzano e bipolarizzano. Chemioterapie che precipitano il processo neoplastico invece di rallentarlo. Interventi inutili e pratiche invasive come se piovesse. Irradiazioni eseguite senza valutare il rischio di cumulo e definite regolarmente "più innocue di una giornata al mare" (è il caso delle mammografie, che arrivano, con la scusa dell'approfondimento diagnostico, ad essere effettuate tre o quattro volte l'anno allo stesso soggetto nei programmi di "screening"). Persone sieropositive all'HIV terrorizzate dallo spettro dell'AIDS non ancora conclamata, sottoposte a bombardamenti preventivi di farmaci di ogni tipo, evitando magari il semplice principio della pratica di una vita sana e priva di comportamenti ad alto rischio. E poi impianti, protesi, accanimento terapeutico nel fine vita. Esaltazione della modificazione corporea, della transessualità e della neosessualità in nome della libertà, accompagnata però da uno schizofrenico moralismo nei confronti delle droghe psicotrope. Soprattutto infine l'idea che il cancro sia un evento sempre catastrofico e ad esito letale, a prescindere dalle forme che può assumere e del suo carattere di evento naturale.

E' una medicina che sta rinunciando ad eliminare le cause delle malattie, per esempio concentrandosi sulle capacità auto-curativa del sistema immunitario in un sistema corpo-mente  il più possibile armonizzato, perché ciò non è economicamente proficuo, e si dedica invece  alla cura palliativa dei sintomi, per giunta con rimedi che ne provocano altri a catena, in una moltiplicazione evangelica al contrario di malati e malanni e, in ultima analisi, di profitto.
Medicina che, di conseguenza, ha creato un'entità divina, la Santa Prevenzione, in nome della quale si può fare tutto al paziente, soprattutto per fidelizzarlo come cliente e controllarlo come cittadino. Fino al punto, se è donna, di mutilarla asportandone i seni e gli organi genitali, per giunta con la promessa che con il rito propiziatorio si eviterà la morte, definita così probabile da essere quasi certa da un test del quale si nasconde accuratamente la problematica nota dei falsi positivi e falsi negativi, che riguarda per altro qualunque tipo di test clinico. Se vi dico che questa cosa mi ricorda le pratiche di squartatori rituali del passato, prossimo e remoto, mi odiate molto?

Le vittime sacrificali sull'altare della prevenzione a tutti i costi sono sempre più volontarie e ciecamente convinte della bontà delle pratiche alle quali si sottopongono. Le femministe squittiscono compiaciute del "coraggio" di Angelina e si risentono assai delle sorelle che invece la pigliano per matta perché conservano il sano orrore della mutilazione dei propri caratteri sessuali ed il rifiuto verso la evidente sociopatia del mercato della salute.

A proposito di rimedio peggiore del male ed eliminazione del rischio. Per fortuna non sono stata la sola a nutrire dubbi sulla scelta di Angelina. Se il solito Veronesi che si porta su tutto parla di scelta sacrosanta, e te pareva, altri medici invitano a non sottovalutare l'impatto traumatico di una doppia mastectomia e successiva ovariectomia. Come riporta anche questo articolo, scritto appunto da un medico, la rimozione radicale delle mammelle non esclude, per la minima parte di tessuto rimanente, lo sviluppo di un cancro.
Non solo, ma si può aggiungere che le protesi in silicone inserite per ricostruire il seno presentano, soprattutto quelle low-cost, il rischio di provocare il cancro in altri organi come il fegato. Lo stress psicologico dovuto all'intervento e la reazione inconscia di perdita possono favorire l'insorgere di altre patologie, non escluso proprio il cancro. Per quanto riguarda la rimozione delle ovaie in una donna di 39 anni come la Jolie, ciò significa dover contrastare una menopausa precoce e iatrogena con una terapia ormonale sostitutiva per almeno i prossimi vent'anni. Terapia sconsigliata proprio dalle senologhe dei centri di prevenzione perché "può favorire il cancro alla mammella". Come nel gioco dell'oca siamo tornati alla casella di partenza.

In questo caso della Jolie non vi è in gioco la scelta di una persona famosa tanticchia stravagante che non credo si fermerà alle ovaie ma prima o poi asporterà l'utero seguendo le sue ossessioni da serial killer dei propri organi, ma una visione del mondo della cura e della malattia che, presentando difetti e rischi a non finire, abbiamo tutto il diritto di contestare, se non vi dispiace. Se non altro per il pericolo rappresentato dal suo intrinseco totalitarismo, per come sta assimilando  la sociopatia delle multinazionali che la finanziano e per l'assolutismo fideistico che praticano i suoi fedeli, medici e pazienti. Quelli che se Angelina Jolie avesse annunciato che, in caso di cancro, avrebbe avuto intenzione di rifiutare la chemioterapia o di curarsi con il Metodo Di Bella, scommetto che le avrebbero dato della pazza e l'avrebbero associata ai gombloddi e agli sciichimici.

lunedì 23 marzo 2015

Dal manuale: "Come si conquista un territorio senza sparare un colpo"


Su Twitter prosegue l'imperdibile dibbattito con i parabolani di Bologna sul seguente alto concetto filosofico: con la morte decade la proprietà privata e, visto che "il morto non possiede beni", l'erede si approprierebbe indebitamente di robba non sua. Onde per cui, la tassa di successione è cosa buona e giusta, anzi sacrosanta e, se non hai liquidità per pagarla, puoi sempre rinunciare all'eredità. E' tutto vero, lo giuro, genere true crime.
Non si capisce bene però a chi dovrebbe quindi andare l'eredità, ovvero le proprietà del de cuius, se allo Stato (variante esproprio proletario) o alle Banche (variante esproprio elitario).
Hai voglia a far loro capire che un immobile, il bene sul quale si concentra la loro furia patrimonialista, da bravi comunistacci reazionari, è già stato soggetto in passato a numerose tassazioni: rogito, imposta di registro, IMU, alle quali si aggiungerebbe ora l'imposta patrimoniale. Tra parentesi, l'imposta di registro si paga già su qualunque immobile che va in successione e sono sberle da migliaia di euro da pagare subito.

Su quale valore di mercato, poi, dovrebbe basarsi la patrimoniale, con un settore immobiliare in crisi di domanda e in surplus di offerta? E un immobile che non dà reddito perché sfitto dovrebbe pagare come uno che ne dà? Ah, già, la funzione sociale dell'immobile. Se non lo affitti allora te lo okkupiamo e lo diamo all'extracomunitario. All'italiano no perché deve acquisire lo stile di vita del migrante.

Avete idea di cosa sia oggi il mercato immobiliare? Non credo. Allora immaginate la scena. Genere postapocalittico-distopico. 
Un possibile compratore vi chiede di mostrargli la casa che avete in vendita ma, al momento della vostra richiesta, che si basa sulla valutazione dell'agenzia sulla base dei parametri attuali di mercato, che tengono conto quindi del crollo dei prezzi avvenuto in concomitanza con la stramaledetta crisi, vi risponde che la sua offerta è molto più bassa "perché i prezzi degli immobili non di pregio, al giorno d'oggi, si basano su quelli delle aste giudiziarie" (!!)
Il compratore acquisterebbe si l'immobile per affittarlo (indovinate a chi?) ma siccome non otterrebbe più di una certa cifra (si sa che non pagano), l'investimento iniziale non dovrebbe superare una cifra che è l'esatta metà di quanto voi chiedete. Un prezzo già diminuito del 40% almeno rispetto alla valutazione di tre-quattro anni fa.
Il consiglio che ti dà infine il pennuto è di "accontentarti" del prezzo da asta (e chi se ne fotte se il tuo immobile non è affatto finito in tribunale e non ha addosso l'ombra di un'ipoteca) "perché difficilmente lo venderai ad un prezzo maggiore di quello". Visto, oltre tutto, che il quartiere "si sta riempiendo di extracomunitari e c'è gente disposta a svendere i suoi immobili".

Per la serie: "Come si conquista un territorio senza sparare un colpo". Si provoca il degrado di un quartiere e, di concerto con una tassazione centrale e locale iniqua e vessatoria, si inducono i proprietari che non hanno la capacità di resistere, a svendere. L'immigrazione clandestina, anche in questo caso e chissà perché, capita a fagiolo. 
Insomma, un governo che volesse, con un filo di gas, espropriare delle ultime proprietà rimaste, ovvero delle case, i suoi cittadini, e questo governo mi pare che ne abbia il DNA giusto, non dovrebbe far altro che, con apposita riforma del catasto, attribuire agli immobili un valore "normale" di mercato ma in tempi di crisi puramente arbitrario e, oltre ad aggiornare le tassazioni come IMU, TARI e TASI ai nuovi parametri, applicare la tassa di successione sugli immobili ereditati. Nelle condizioni attuali di recessione ciò significherebbe un vero massacro di Wounded Knee su piccoli e medi proprietari, ovvero sulla solita classe media. L'equivalente delle coperte infette consegnate ai pellerossa.
E questo mentre fiumi di denaro scorrono silenziosamente e indisturbati nei paradisi fiscali e nelle grotte sotterranee della finanza speculativa e i cinesi, solo per fare un esempio, esportano allegramente in Cina miliardi di fatturato dei loro traffici senza pagare pegno allo stato italiano, intento invece a fare le pulci ad ogni scontrino dei commercianti italiani. 
Orbene, la riforma del catasto di cui si parla ormai da tempo, con la scusa moralista che ci sono case di extralusso nel centro di Roma accatastate come baracche, è praticamente lo scenario di cui sopra. L'esproprio finale del bene rifugio per eccellenza degli italiani. A favore di chi? Dello Stato non credo, visto che siamo in regime di "meno stato più mercato". Quindi a favore del mercato, ovvero di privati abituati a fare l'affarone all'asta. Gli avvoltoi di cui sopra.

Ora c'è un ulteriore step. Il prestito vitalizio. Sei vecchio e vivi in una catapecchia di proprietà con 400 euro al mese e sei in crisi di liquidità? La banca, con magnanimità ti dà fino al 40% del valore della casa che ripagheranno poi con gli interessi i tuoi eredi.

ALT!!! Come facciamo con la questione dei figli che non avrebbero diritto sulla proprietà di un morto, cari i miei pikettiani? Facciamo un'eccezione per i debiti? O, meglio, si ereditano solo i debiti, così vi divertite di più? Tanto qui, se rinuncio all'eredità, si pappa tutto la banca lo stesso. Il banco vince sempre.

In che modo verrà ripagato quest'ennesimo indebitamento privato? Riscattandolo o prolungandolo oltre la morte del debitore attraverso i suoi eredi. L'articolo di Repubblica non parla dell'ammontare degli interessi. Hai visto mai che a qualcuno non venga in mente di far sottoscrivere al vecchietto anche un simpatico contratto "assicurativo" sull'eventuale aumento degli interessi, per gli amici derivato?
Ma, per carità, in nome dell'esproprio elitario si fa questo ed altro.

mercoledì 18 marzo 2015

Le riparazioni di Crapa Pelada


Grazie al sempre impagabile Voci dall'estero, questa mattina, per la rubrica "Tedeschi che amiamo", mi è gradito presentarvi il pensiero di tale Prof. Schorkopf, ovvero Crapa Pelada.

Riassuntino del concetto da lui espresso a Der Spiegel: quale risarcimento, quali riparazioni di guerra? La Germania ha già risarcito la Grecia annettendola nell'eurozona. Oops, scusate, ammettendola (maledetto lapsus freudiano). Come dice appunto Crapa Pelada:

"Nei decenni passati, la Germania ha fatto enormi trasferimenti di denaro, anche alla Grecia — non sotto forma di risarcimenti, ma nel quadro dell’integrazione europea. Stiamo parlando di una quantità di miliardi a doppia cifra, una somma che raggiungerebbe facilmente il livello dei possibili risarcimenti. La Grecia ha sempre potuto contare sul nostro sostegno. Quando il paese è stato accettato come membro della Comunità Europea nel 1981, era un candidato un po’ traballante. Nel 2001, quando la Grecia è stata ammessa nell’unione economica e monetaria, nessuno ha guardato troppo da vicino al fatto che la Grecia stesse truccando i conti."
Il resto qui e qui nella lingua imperiale. Non osate ridere. Loro, quando dicono così, lo pensano veramente. Siamo noi che poi ci incazziamo e gli mandiamo il napalm. Ma Dio, quanto sono interessanti quando corrono verso l'autodistruzione.

Ed ora vogliate gradire un momento poetico con il finale vagamente futurista.



A voi, miei signori,

io voglio narrare la storia che tanto mi fa disperare:

son già sette mesi che vedo cadere

dal capo i capelli pian pian.

Ormai son pelato,

deluso, avvilito, non so quali cure adottar".


Ma senti cosa dice quel povero infelice!

Non ti lamentar, ma prova a cantar con noi questa canzon:

Crapa Pelada l'ha fà i turtei,

ghe ne dà minga ai sò fradei.

Oh! Oh! Oh! Oh!

I sò fradei fann la fritada,

ghe ne dann minga a Crapa Pelada.

Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!



Crapa Pelada l'ha fà i turtei,

ghe ne dà minga ai sò fradei.

I sò fradei fann la fritada,

ghe ne dann minga a Crapa Pelada.

Crapa Pelada l'ha fà i turtei,

ghe ne dà minga ai sò fradei.

Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!

Crapa Pelà Crapa Pelà

Crapa Pelà Crapa Pelà

Crapa Pelà badabidabidà bidibudibibbì

Crapa Pelà Crapa Pelà

Crapa Pelà Crapa Pelà

Crapa Pelà Paaapappaparaparappapà

parappappà

E la canzon ti fa dimenticar,

scordar ciò che ti rattrista

il cuore e sospirar ti fa.

"Chi lo sa se potrò ritrovare la folta chioma?"

Prova tenta ancor!

"Ho provato e riprovato ogni

cura più sicura e consigliata la chinina

è di rigore ma la testa è ancor pelata,

ancor pelata."

Coraggio amico, non ti disperar.

"Con la bulbomicillina

con bayrum e petrolina ho provato e riprovato

ma io sono ancor pelato, ancor pelato.

Perche?" Non so, com'è? Chissà?

Perché? Perché? Perché non so.


Paraparapapapaparaparpapappapatarapà

parapapapà Sei tu?

Crapa pelada, crapa pelada

crapà crapà crapà crapà

aaaaaaahhhhh

bidibabidibidaibabadibidibabdibidibù

tatttatà trattattattattattattà


Crapa Pelada l'ha fà i turtei,

ghe ne dà minga ai sò fradei.

Oh! Oh! Oh! Oh!



Crapa Pelada, con la parrucca forse potrai guarir!

(Crapa Pelada, Quartetto Cetra)


lunedì 16 marzo 2015

Casa Piacionakis


In posa per la paparazzata consensuale per "Paris Match", in stile toy-economist.
Lui però si è già pentito
(Lei è quella con i danè, e si vede.)








Non lo molla proprio. Timeo Danae et dona ferentes.


Lui un giorno dirà: "Io non volevo. Eseguivo solo gli ordini della str..., di mia moglie."




sabato 14 marzo 2015

Bruneri o Landini? Il triste caso dello smemorato di Mirafiori


C'è un penoso caso umano in corso di cronaca. Quello di un signore che ha perso la memoria, che è convinto di chiamarsi Landini e di essere nientepopodimeno che il capo della FIOM. 
Solo uno smemorato o uno che è appena uscito dal coma come la Christiane Kerner di "Goodbye Lenin," infatti può credere che esista ancora un arcaismo come la scissione della sinistra, ovvero la scissione schizofrenica come metodo di governo, soluzione di problemi e riscatto delle classi lavoratrici. Qualcuno pensa davvero che, dopo aver avallato tutte le peggiori porcate dei padroni per decenni, altro che 50 sfumature, ed averle sottoscritte con il sangue dei lavoratori che dovevano rappresentare, il sindacato e i sindacalisti italiani possano passare dal riverginatore e presentarsi come quelli che, con la cosa con l'imene nuovamente intatto, difenderanno i metalmeccanici (sottotitolo: gli altri si fottano) dalle grinfie dell'ultraliberismo? Metalmeccanico, tra parentesi, is the new foca monaca.

Senti, senti: la CGIL, di cui la FIOM di Landini è costola più nefasta di Eva, ora che i buoi sono scappati e si sono già rifatti una vita in Australia, si oppone al jobs act, ovvero ad una legge che persino i dirigenti di banca ritengono essere la pietra tombale su ogni tipo di tutela del lavoro dipendente ed il via libera alla precarizzazione generale, alba del nuovo schiavismo di ritorno? E' questa la notizia del giorno?


Lo so è ridicolo, oltretutto dopo che questi cialtroni, compresa l'eterna immusonita, non hanno emesso un belato e non hanno avanzato mezza opposizione e solo perché c'era la fottuta "sinistra" al governo e per il motivo che non si è mai visto un coso opporsi al partito dei cosi. Landini dice che Renzi ha fatto tutto da solo senza interpellarli, i cosi. Si sono svegliati una mattina e, bella ciao, eravano nella Matrix tecnocratica. Quindi, poverini, non sapevano e ora però che lo sanno, vai con la Lotta.
Questa è la bugia più insultante di tutte, perché la faccia di Renzi è come un albo a colori per bimbi di prima elementare, con le letterone grandi e le figure che tutti possono capire. Ciò che voleva fare, o che era stato richiesto a lui che facesse, è sempre stato più chiaro dell'acqua di fonte.

Quindi, di quale opposizione sta parlando Landini? E come la faranno, con il mitico scioperogeneraleconunmilionedilavoratoriinpiazzasangiovanni? Oppure con la scissione, appunto, con una nuova cosa di sinistra? Da cosa nasce cosa, si dice, e la loro cosa sarà più a sinistra delle altre cose, anche se la Sinistra ormai è il grosso coniglio che vedono solo loro, i cosi, e non si tratta più di quello lieve e simpatico di  Harvey ma l'altro oscuro e da bad trip di Donnie Darko. 
Credete che la cosa di Landini sia una novità, ma è il solito "contrordine, compagni!" Anzi, "contrordine, cosi!" Non si salveranno dal naufragio, nemmeno avendo a disposizione i migliori salvagente, perchè preferiranno la scissione in due della scialuppa di salvataggio e vorranno salire tutti solo sulla parte di sinistra.

That's all folks!

Don't do drugs

mercoledì 11 marzo 2015

Il progetto per un nuovo bambino mondiale





"Fammi abbracciare un uomo che stira cantando e poi fatti un po' prendere in giro..."
(Umberto Tozzi reloaded)

Chiariamo un paio di punti, siccome si è letto di tutto sul "Gioco del rispetto", la penzata piddina di Regione Friuli e Comune di Trieste dedicata alla rieducazione (da interpretarsi in senso maoista più che in quello gender) delle giovani generazioni, anzi, di quelle giovanissime, visto che si comincerà dalla scuola dell'infanzia, per gli amici vecchi asilo.
Ho l'impressione che attorno ai protocolli di questo programma rieducativo si sia scatenata la peggior forma di psicologia della testimonianza, ovvero quella che fa degradare la veridicità dell'informazione originale fino a livelli di pura affabulazione, arricchendola di elementi perversi che provengono, per massima parte, dall'inconscio di chi la ritrasmette.
E' per questo motivo che non credo possibile e mi pare ridicolo pensarlo, anche se non mi stupirei di nulla, che essi prevedano denudamenti e "toccamenti" reciproci o forme di burlesque, come si legge da giorni su tutti i media. Calma e ragioniamo.

L'equivoco nasce dal fatto che si sta confondendo un programma educativo che parla di ruoli (casalingo, casalinga) con uno di educazione sessuale. L'equivoco del resto è inevitabile quando, da parte delle ideatrici di questa penzata, si parte già confondendo il genere con il ruolo. L'equivoco è ideologico e nasce da una fallacia, in quanto l'ideologia gender presume che l'identità dipenda dal ruolo, il quale dipende dal genere, quando ciò non è assolutamente vero. Anzi, per me l'identità di genere non esiste proprio essendo un costrutto totalmente ideologico teso a dividere l'umanità in due fazioni contrapposte, uomini e donne, in perenne lotta tra di loro, secondo un divide et impera che giova solo a chi vuole condizionarne la libertà.
Chiarisco perché tra genere, ruolo e sesso vedo già il fil di fumo delle meningi.

Ognuno di noi ha un'identità : 1) genetica; 2) sessuale; 3) di ruolo. 

L'identità genetica è immodificabile. Si nasce geneticamente maschi o femmine e non si scappa. L'identità sessuale invece è modificabile, perché è quella che si forma per interazione tra il sesso genetico e le esperienze di vita e il cui risultato nella vita adulta dipende soprattutto dal caso. Dall'identità sessuale deriva, ma non necessariamente, l'orientamento sessuale.
L'identità di ruolo è la più intercambiabile e variabile. Ognuno di noi assume vari ruoli, passando da uno all'altro addirittura nel corso della giornata. Quindi non è detto che, come si dice, ognuno assuma i ruoli del proprio genere e ne rimanga prigioniero. Una donna quando è madre assume un ruolo femminile ma se per lavoro fa la boscaiola ne assume contemporaneamente uno tradizionalmente maschile. Le varianti e le eccezioni sono infinite. 
Avete già capito che, con il discorso dei ruoli, dal naturale siamo ormai passati totalmente nel culturale. 
E' in questo campo che si è avuta maggiore evoluzione rispetto al passato. I padri al giorno d'oggi sono infinitamente più mammi dei padri di una volta. Le mamme sono meno mamme e meno ossessivamente presenti, le bambine non giocano solo con le bambole e i maschi con i soldatini - ma questo era vero anche cinquant'anni fa. 
Perché quindi un progetto educativo dovrebbe puntare sui "ruoli" parlando di rispetto, quando ci sono eserciti di uomini che ormai lavano i piatti, fanno la lavatrice e stirano senza fiatare, anzi, continuando a beccarsi pure le svergate del: 

"Cos'hai? 
Dovresti saperlo cos'ho!"

E' evidente che la suddivisione dell'umanità per genere non solo non è corretta ma limitante e totalizzante oltreché assolutamente ideologica e perciò nefasta. 
Pensate stia esagerando? Perché, è così difficile da capire quanto sia sbagliato inculcare dei principi ideologici a dei bambini, soprattutto se si pretende addirittura con ciò di cambiare una mentalità comune?
Diffidate sempre da chi punta sui bambini per "cambiare le cose" e lo fa istituzionalmente con i figli degli altri.

Queste ideatrici del "Gioco del rispetto" - e Dio ci scampi dagli adulti che pretendono di sapere cos'è il gioco per un bambino riducendolo ad un'attività pratica, quando invece è soprattutto attività allucinatoria e fantasticamente psicotica inconoscibile all'adulto - pretenderebbero, è giusto che si sappia, di "prevenire la violenza contro le donne, partendo già dalle scuole dell’infanzia" e considerano il loro "un progetto che nasce con urgenza dall’incredibile arretratezza culturale e sociale che vuole le donne italiane agli ultimi posti nella classifica del gender gap mondiale."
La loro mission? "Possiamo sperare che con questo intervento, forse, i nostri figli e le nostre figlie si ricorderanno da grandi che possono essere padri, madri, casalinghi, casalinghe, piloti di aerei maschi o femmine che siano, in maniera libera senza sentirsi strani?"

Trattenete gli esticazzi, perché rischiate di esaurirli prima di aver letto tutto il comunicato pubblicato sul sito del progetto, ad autodifesa delle infamanti accuse ricevute da giornali, televisioni e social.
Vedete, a me questi discorsi fanno attivare l'antivirus per una motivazione che riassumerò in una frase forte ma significativa: il gender ha rotto i coglioni. E perché li ha rotti? Perché è stato generato dai lombi del femminismo piagnone, che ormai è assodato essere strumento ben oliato di asservimento al pensiero unico uniformante ed omologante, il grande progetto per un futuro lavoro in pelle dalle emozioni e comportamenti standard approvati dal nuovo ordine.

Eh si, care ragazze e colleghe e vicesindache, perché se non vi siete ancora accorte che il diktat che impone l'appiattimento verso il monosessualismo non è libertà ma il contraltare del monopensierismo non so che farci e se lo fate perché la cosa vi sembra di sinistra e femminista le cose stanno ancora peggio di quanto pensassi.
Vi credo se dite che non farete le cosacce con i bimbi, ma penso che l'intento di modellarli secondo la vostra idea di uomo e donna o donno e uoma, che poi non è nemmeno la vostra, sia ancora più pericolosa.
Gli uomini hanno sempre saputo esprimere emozioni prima dei vostri giochi del rispetto, le donne si sono fatte avanti nella società ed hanno contribuito a plasmarla e a definirne alcuni principi di libertà e convivenza, fottendosene del fiocco rosa o azzurro a scuola, prima delle vostre attività didattiche. Abbiamo ottenuto donne e uomini liberi da bambini cresciuti in ben altri tempi oscuri ma sicuramente più illuminati di oggi; esistono al mondo popolazioni che vivono la sessualità e i ruoli in modo completamente diverso dal nostro modello occidentale e non sta scritto da nessuna parte che la salvezza del mondo dipenda dal fatto che un uomo sappia stirare. O mio Dio, per correttezza vi segnalo che ho conosciuto uomini bravissimi a stirare solo perché erano stati in Marina.
Il pensare che rinchiudendo uomini e donne entro il concetto limitato di genere possa eliminare la violenza, per giunta solo quella contro le donne perché quella contro gli uomini non pare pervenuta, è talmente assurdo che quando si è letto del "gioco del rispetto" e dello scambio dei ruoli e delle mascherine da fatina e Zorro si è pensato invece a qualcosa di più losco, ad un tentativo di metrosessualizzazione in blocco dei piccoli e si è giunti a delirare di "toccamenti". Per la verità nei protocolli l'accenno alla consapevolezza dei propri differenti genitali c'è ed è logico che qualcuno sia scattato come un salvavita.

Ragazzi, non scherziamo. I bambini non hanno certo bisogno di una penzata piddina per esplorarsi reciprocamente in modi che già ai miei tempi facevano inorridire le suorine in latex dei pochi asili allora esistenti. Non hanno bisogno nemmeno di suggerimenti per indossare i vestiti dei genitori, inclusi quelli del genitore dell'altro sesso, giocare con la cacca, fingersi morti, torturare animali e quant'altro.
Ricordo che un medico viennese del secolo scorso aveva già intuito la polimorfa "perversione" del cucciolo d'uomo, prendendosi anche lui le canoniche mazzate dai bacchettoni del tempo. Con una differenza: che Freud non era piddino, anzi, discretamente misogino e in più a quell'epoca non c'era la menata gender, che non è poco. 
Il contributo di Freud, troppo spesso sbeffeggiato come roba vecchia, rimane fondamentale quando descrive lo sviluppo della sessualità infantile come un processo per gradi e fasi. Un periodo in cui si passa da una reazione all'altra, si modulano sentimenti e sensazioni fino a raggiungere un proprio equilibrio che sfocerà nell'orientamento sessuale definitivo. Che sia esso etero od omosessuale o asessuale, non importa.

L'esistenza indubbia di traumi infantili che affliggono la vita sessuale adulta indica come questo sviluppo per fasi debba procedere preferibilmente senza intoppi ed intromissioni che possano disturbare ed ostacolare un percorso già di per sé assai difficile, dando origine eventualmente a pericolose "fissazioni". 
Queste intromissioni provengono quasi sempre dagli adulti e non si deve pensare solo ad atti di pedofilia. Anche coloro che vorrebbero preservare il bambino da ogni contatto con la sessualità, perfino quella pura e naturale dell'infanzia, attraverso un'educazione repressiva e sessuofobica compiono altrettanti danni del pedofilo che inizia troppo precocemente una mente in formazione al mondo della sessualità adulta. Soprattutto disvelando l'oscuro carattere di potere e prevaricazione di molti rapporti tra adulti ad occhi ancora abituati a vedere il lato naturale delle cose.

Qual è il danno peggiore che provocano gli atti di pedofilia e, aggiungerei, la sessuofobia di certi educatori? Proprio l'intromissione della sessualità adulta, ma direi della visione adulta della sessualità, nello sviluppo del bambino con modalità che più che sessuali sono di potere e di sottomissione. Un essere libero (nel senso più completo possibile del termine) e ancora non abbastanza condizionato da sovrastrutture ideologiche come il bambino viene rinchiuso nella gabbia della sessualità univoca ed ossessiva, infine totalitaria, del pedofilo e del sessuofobo senza che egli possa capire perché ciò stia accadendo, anche se intuisce che è una cosa brutta, perché è brutta la negazione della libertà. La schiavizzazione dell'essere libero, perpetrata per giunta, nel caso della pedofilia, con l'inganno e la seduzione, con il terrore e il timor di Dio o di Partito o della Morale idealizzata nella sessuofobia sono cose che da adulti si sperimentano fin troppo quotidianamente per permettersi di rovinare anche il momento felice e puro dell'infanzia.

E' questo il senso della dannosità della pedofilia, della sessuofobia e di tutto ciò che pretende di condizionare, plasmare e rieducare i piccoli. Da ultimo questa nefasta e fallace ideologia gender che per giunta inculca in bambini ancora nella fase naturale e dalla sessualità indifferenziata, come sono i bimbi della scuola materna, principi totalmente culturali, adulti e puramente arbitrari di genere e ruolo che a loro sono ancora estranei, confondendoli solamente.

Non biasimo le colleghe sapientone che evacuano con fatica questi programmi, perché praticamente l'unica cosa che ci si aspetta in Italia da uno psicologo è l'evacuazione del progetto educativo de sostanza, ma sarebbe bene che, per le ragioni addotte, la genderofilia se ne stesse al di fuori delle scuole e lontano dai bambini. Diciamo out of range. Insomma, leave the kids alone.


P.S. Il Giornale ha pubblicato i documenti del progetto:

Ecco le linee guida del gioco del gender
Ecco le schede dei giochi per i bambini
Ecco la storia a fumetti di Red & Blue
I nomi declinati al maschile e al femminile


domenica 8 marzo 2015

Grextapo


Oh si, Gameboy, facci godere con il tuo piano B! La mirabolante uscita dall'euro che ci salverà tutti. Nell'attesa, mentre Penelope Varoufakis tiene impegnati i Proci, e non vogliamo sapere in che modo, vogliate gradire alcune misure repressive del governo greco di Syriza contro l'evasione dei gierigen Griechen, come li chiamano i lettori della BILD. Ad esempio l'istituzione dei "Guardiani contro l'evasione dell'IVA"
Come scrive squirtando Repubblica, in pratica saranno arruolati degli ausiliari a pagamento che, fingendosi avventori di locali, clienti di negozi e turisti, controlleranno che lo scontrino venga emesso e le tasse pagate e, nel caso infausto in cui alla cassa trovino la Carmen, denunceranno gli evasori alle autorità così vicine al popolo e da esso così votato (coglioni che non sono altro). 
Tutto questo non ricorda i metodi della Gestapo? Eh già, quel bel periodo in cui i genitori avevano paura dei loro figli, incaricati dalle varie organizzazioni giovanili del regime nazista di spiarli e riportare loro i discorsi eversivi che avessero udito in casa.
Quel clima ce lo ha ricordato in versione romanzata e distopica, una trentina di anni fa, il serial "V Visitors". Per la serie: la televisione e l'industria dell'intrattenimento non sono sempre merda, a volte mandano segnali di fumo.

Oltre all'istituzione della Grextapo, altre pensate geniali del distrattore Varoufuckis e del suo degno compare, incluse nella lettera che hanno scritto sotto dettatura e fatto finta di mandare al Dissenterico Bloem, sono il rilascio di una bella mappata di licenze per il gioco d'azzardo online "per far cassa". Riconoscete il marchio di fabbrica di queste riforme? E' oramai inconfondibile come il tanfo del cadavere. Senza contare che la Troika si prepara ad invadere ancora più pervasivamente la Grecia, come ci segnala il prezioso Federico Nero. Ma noi crediamo pure che abbiamo un piano B, da bravi.

Del resto, se è vero quello che dicono coloro che hanno modo di origliare alle porte delle segrete stanze, ovvero che Obama è tenuto per le palle e non spazza via gli straccioni dell'ISIS quando potrebbe farlo in ogni momento con la potenza della madonna imperiale che si ritrova, e se non lo fa, alla fine farà solo il gioco del prossimo Bush alla Casa Bianca; se è vero che Cicciobello Hollande  è stato minacciato di morte per aver solo accennato ad un'allentamento dell'austerità in Francia e Berlusconi e Dominique Strauss-Kahn hanno fatto la fine che sappiamo (notare il contrappasso dell'"andare a puttane"), volete che si prendano paura del Pétainomane con le sue puzzette riformiste e del suo Gameboy, esperto di gioco, si, ma nel senso del bluff?
Andiamo, su. Siamo seri.

"NO! Basta miliardi agli avidi greci!" (So' ragazzi...)

venerdì 6 marzo 2015

Imprenditoria #renminbiminkia


fonte
Studio televisivo. Interno sera. (Pigi Battista assiste, sorride ed annuisce)

Conduttore:  "Salvini, se va al governo, uscirà dall'euro.  Lei cosa ne pensa?"

Imprenditor giovane: "Eh, per andare dove? Dipende. Se non sappiamo dove andare e se usciamo per tornare alla lira, allora io preferisco tornare al ducato o al sesterzio, così comandiamo il mondo e abbiamo risolto i problemi. A me interessa la stabilità e l'euro dà stabilità alla mia azienda. Lavoriamo tanto con la Germania ma anche con l'Asia. Perché se domani usciamo e ho sei compratori cinesi in azienda, dovrei vender loro cosa, in renminbi? e loro sono abituati ad acquistare in euro ed io adesso posso importare in euro. Tanto l'euro oggi è svalutato e questo evita gli svantaggi delle piccole monete. 
Le aziende che vanno male hanno i debiti denominati in euro. Se usciamo come faranno?
Io non farei sciocchezze. Fossi in Salvini starei seduto sulla sedia, buono, e aspetterei. Tanto la ripresa è già ricominciata."


Ho preferito ricostruire il renminbiminkia pensiero del dirigente dei giovani imprenditori affidandomi alla mia memoria, pur rischiando l'Effetto Alonso, perchè in questo modo posso trasmettervi meglio cosa mi ha colpito emotivamente di più di questa sequenza di sbalorditive inesattezze, per essere molto British.
Per i puristi della testimonianza e per i santommasi che non credessero alle loro fosche pupille, rinvio alla registrazione della puntata in oggetto della trasmissione "Virus" (dal minuto 1:35:00 circa in poi).

Ma quanto c'è ancora da lavorarci sugli imprenditori, cari professori miei?

Come sono belli i grafici che, come tutte le immagini, valgono più di mille parole. Questi sono solo un misero campione di quelli che si possono ottenere digitando semplicemente "Italy crisis chart" su Google. Non salta agli occhi, giusto per restare sull'iconico, che la linea che rappresenta l'Italia tende sempre al basso? A me fa venire in mente l'abisso nel quale Nietzsche invitava a non guardare, a proposito di libere associazioni. Chissà dove guarda invece di solito il giovane renminbiminkia.

Eccovene altri, di grafici. Prendete e deprimetevene tutti.

fonte

fonte
fonte

fonte



fonte





mercoledì 4 marzo 2015

Mononariciuti sull'orlo di una crisi di nervi


"Noi vogliamo educare la gioventù nello spirito della fede e della devozione per L'Unione Sovietica, dell'amore per il capo del fronte mondiale della pace, per l'amico e il genitore della gioventù progressista di tutto il mondo, per il Generalissimo Stalin; agire perché milioni di giovani appoggino in maniera effettiva la politica estera dell'Unione Sovietica la politica di ferma difesa della pace e dell'indipendenza nazionale dei popoli, ciò significa per noi sviluppare fra i giovani quello spirito internazionalista, quell'entusiasmo che costituiscono garanzia per la vittoria dei partigiani della pace."  Enrico Berlinguer, 1950

Ecco, questa è la risposta che dedico ad un tizio in coppola e sciarpa rossa che, poco fa, al freak show della Frau Gruber, si è avventato contro un'incolpevole giornalista della Padania, gridando: "Dov'eravate voi! Dov'eravate nei vent'anni che avete governato con Berlusconi!"
Giustappunto. Caro doveravatista coppoluto, a volte nella vita capita di cambiare idea. Come il compagno Berlinguer che, nel 1949, dedicava questo servile peana a Stalin ed invocava l'indipendenza nazionale dei popoli, e poi passò all'eurocomunismo, si vendette alla controrivoluzione reazionaria dell'Europa e del vincolismo monetario contro l'indipendenza nazionale dei popoli, divenendo al contempo uno dei primi fautori del culto dell'austerità. Restando però, glielo concedo, un seguace del totalitarismo.

Sono quattro giorni che sui mass merdia si sente una sola parola: FASCISTA. Fascista Tizio, fascista Caio, fascista Sempronio, la deriva fascista, il pericolo fascista. Anzi, no, mi correggo, si sente anche RAZZISTA. Razzista e fascista. Nazista no perché se no gli amici ucraini se ne risentirebbero. Un bombardamento come nemmeno a Pearl Harbor. Fascista, fascista, fascista, razzista, razzista, fassista, rassista e fassista. 
Intellettuali, cifesse, conchite, tenutari di talk show, chitarrosi, guitti, scribacchini, piddinesse, padri nobili e madri serve; i buoni, insomma, dall'alto della loro insopportabile superiorità morale, schiumanti rabbia e suppurando indignazione, a dare del fascista e razzista a tutti gli altri. 

Spieghiamo per coloro che fossero appena sbarcati da Urano o usciti dal coma. Sabato si è verificato un rarissimo fenomeno di questi tempi in quel di Roma. Una manifestazione di opposizione alla dittatura del Piddinismo in un solo paese guidato dall'Homo Helicopterus. Questa manifestazione trattava argomenti seri come la crisi economica, l'euro, la sicurezza e l'invasione dei migranti, ma che possiamo riassumere in un concetto unico: la vita degli italiani. Chi ha organizzato la manifestazione è stata la Lega Nord di Salvini assieme a Fratelli d'Italia, con la partecipazione anche della destra sociale di movimenti come Casapound. La destra sociale, per intenderci, è quella cosa che contesta il capitalismo come fa l'estrema sinistra ma che si becca della fascista se osa mettere il naso fuori di casa e dirlo ad alta voce. 
In questi casi, quando la destra dice cose più di sinistra della sinistra al governo, questa si vero feroce fascismo moderno, si organizza la contromanifestazione. Difatti, il mejo antifascistume da parata è stato denaftalinizzato e reclutato per esprimere solidarietà al migrante e al rom contro l'aggressione fascista e razzista ed inviato a presidiare i talk show piddini dove si sono opportunamente schierati i ggiovanistudenti agguerriti e le ragazzette attentofasciochenuncemettognente. Giovani che parlano come vecchi e che sono più vecchi dei loro nonni. Meglio gli emo, sono più allegri.

A quella cosa viscida e vischiosa che chiamiamo per comodità sinistra, rinchiusa nell'eurofortezza a difesa di una delle più nefaste pensate delle sue capocce asservite alla reazione, non sono rimasti che questi due argomenti: antirazzismo ed antifascismo, soffiati dall'unica frogia sul nemico ideologico, ovvero chi osa mettere in dubbio il fogno europeo. Argomenti ideali utilizzati proprio per disperazione per oscurare gli argomenti concreti portati dall'unico leader politico nel deserto del pensiero unico e dell'assenza di opposizione che abbia osato sposare apertamente la battaglia contro la dittatura eurocratica.
Guardate, a volte Salvini mi fa l'effetto di una ragazzetta poco dotata musicalmente che tenta di suonare il violino; certe sue argomentazioni mi provocano un leggero prurito e non lo trovo fluido e avvolgente come Marine Le Pen, ma è ciò che passa il convento. Nemmeno a destra è scontato che capiscano cosa rappresenti veramente l'euro, il totem della sinistra ovvero l'unico anello per dominarli tutti. Berlusconi non lo ha capito o fa finta di non capire. Le destre bancarie dei passerini non ne parliamo, Alfano lasciamo perdere. Salvini invece ha capito ed è un enorme passo per l'umanità.

La cosa viscida e vischiosa invece è monoliticamente, tranne Fassina, a favore di tutto ciò che ogni italiano sano di mente dovrebbe aborrire. Perché l'italiano deve sapere che a questi mascalzoni baciapantofole, servi delle neoaristocrazie, degli italiani non frega niente. Anzi, vogliono proprio vederli morti, soppiantati da un minestrone etnico di schiavi senza arte né parte richiamati da un'ideologia apologetica della deportazione, criminale e sciagurata a cinesizzare l'Europa per conto delle multinazionali sociopatiche. 
Ma non temete. Abbiamo dalla nostra parte migrantofili tipo Er Nutella che ancora oggi parla da sciagurato insistendo sull'accoglienza e Madame Kyenge alla quale il ministero diede evidentemente alla testa che invoca, in un rigurgito democratico, la messa al bando di Lega e Casapound.
Con alleati così abbiamo già vinto. L'euro diventerà una raccolta di monete d'epoca a fascicoli settimanali. L'Europa prima o poi chiuderà le frontiere perché i continenti non sono vasi comunicanti, l'Africa ha diritto di svilupparsi senza doversi svuotare e i virtuosi nordeouropei non vogliono noie dei loro locali e allora vedremo se l'Italia potrà essere lampedusizzata in eterno per sviare l'attenzione. Preparate i popcorn.

Le citazioni all'inizio, vignetta e reliquia berlingueriana, provengono dalla raccolta degli scritti di Giovanni Guareschi su "Candido".

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...