sabato 24 gennaio 2009

La Gaza che non abbiamo visto

"Voi avete ragione, ma qui siamo italiani e dobbiamo anche orientare il pensiero degli italiani su questa cosa". (Lucia Annunziata)



(Avverto che il filmato contiene immagini molto crude. Qui la seconda, terza, quarta, quinta e sesta parte.)

Ora che Gaza è sparita dai media, come se non fosse mai esistita e sparita in base ad un preciso piano che imponeva la fine degli schiamazzi e dei fuochi artificiali al fosforo in tempo per non disturbare l'inizio della presidenza Obama e i relativi festeggiamenti, possiamo continuare a parlare di Gaza, di giornalismo, di propaganda e di diritto all'informazione.
Per farlo dobbiamo fare riferimento non già al giornalismo orizzontale italiano ma a quello ancora orgoglioso di fare informazione, quello anglosassone, di qualunque orientamento politico esso sia.
Dobbiamo anche fottercene di copyright ed altre delicatessen e rilanciare i documenti televisivi che troviamo in rete per vedere di far arrivare un briciolo di informazione ai nostri connazionali intontiti dai telegiornali di regime.

"Unseen Gaza" è un documentario di Channel 4, canale televisivo britannico, andato in onda l'altra sera con grande clamore, non ovviamente sui nostri schermi. Ringrazio Grazia che, nel commento al post precedente, mi ha segnalato questo programma che ho visto oggi e che vi riposto qui, direttamente da Youtube. Il programma è in inglese e non sottotitolato e quella che segue è una sintesi riassuntiva che ho preparato per chi volesse conoscerne il contenuto.

Jon Snow, il conduttore del programma, è un giornalista molto agguerrito, sulla falsariga dei suoi colleghi americani di "60 Mintues", della serie: "Ommioddìo, questi fanno ancora le domande e le inchieste!"
Per avere un idea del tipino che è Jon, guardatelo in questo battibecco con il portavoce del governo israeliano Mark Regev. Snow chiede conto a Regev dell'uso di armi proibite da parte di Israele, Regev risponde che non è vero ma Snow insiste nel fare domande e ad incalzare il suo interlocutore portandogli le testimonianze di coloro che le armi le hanno viste usare. In Italia un'intervista condotta a quel modo sarebbe pura fantascienza e sarebbe andata più o meno così: "Signor Regev, è vero che Israele ha usato armi al fosforo, DIME e a frammentazione?" Risposta: "No". "Grazie per essere stato con noi, signor Regev, passiamo alle notizie sportive".

"Unseen Gaza" è il resoconto di come questa guerra, forse per la prima volta nell'era moderna, sia stata condotta tenendo i corrispondenti dei media occidentali al di fuori del teatro dei combattimenti, confinandoli su una collina del disonore dal quale poter avere sempre la stessa visuale precotta. Come un pubblico che sente il parlato di un film provenire da dietro il muro di un cinema all'aperto ma non riesce a capire cosa stia succedendo sullo schermo e quindi non potrà certo raccontartene la trama. Da qui la difficoltà e l'insopportabilità, per dei media seri che vogliano fare informazione, di avere una visione completa di ciò che stava accadendo, e l'impossibilità di un resoconto obiettivo dei fatti.

Jon Snow arriva a Gerusalemme all'inizio del conflitto. Nel palazzo destinato a sede della stampa internazionale, all'ingresso, vi sono i resti di un razzo Qassam disposti come in un allestimento museale. "Il messaggio era chiaro" racconta Jon, "Israele è sotto attacco." Ai giornalisti occidentali, ai quali non sarà permesso entrare a Gaza, ufficialmente per motivi di sicurezza, vengono consegnati opuscoli intitolati "Operazione Piombo Fuso", come i press book di un festival cinematografico, percepiti né più né meno dai cronisti come pura propaganda. Forse abbiamo capito da dove traggono spunto certe penne nostrane. Ma lasciamo perdere.

La cosa che appare subito chiara a chi vorrebbe raccontare questa guerra secondo i metodi tradizionali è che non sarà possibile ascoltare la voce dell'altro contendente, cioè di Hamas.
Una giornalista israeliana intervistata da Snow spiega che il motivo consiste nell'evitare che succeda come in Libano nel 2006 dove i giornalisti, in sostanza, ruppero le palle "perchè a loro veniva suggerito cosa dire e non dire da Hezbollah". Allora perchè non farli andare a Gaza, stavolta? "Perchè in ogni caso parlerebbero male di Israele." Ah, beh.

Con i media occidentali appollaiati sulla collina a guardare i fuochi artificiali, gli unici luoghi di distruzione ai quali le autorità israeliane permettono di avvicinarsi sono quelli colpiti, in territorio israeliano, dai razzi Qassam. Viene fatto notare però nel documentario che, dall'inizio del conflitto, vi sono state solo una vittima civile israeliana e una decina di militari. La sproporzione tra la necessità di difendersi e il volume di fuoco effettivamente scatenato su Gaza come rappresaglia è evidente.

Se i media internazionali sono tenuti fuori da Gaza, ciò non significa che non vi siano voci che trasmettono cronache e reportages dall'inferno, e sono gli inviati dei giornali e delle tv arabe, come Al Jazeera. In quei servizi, destinati ad un pubblico islamico ma non solo, visto che i media occidentali le riprendono, compaiono molte più informazioni, sicuramente anche quelle suggestionate dalla propaganda di Hamas ed immagini che nei media occidentali verrebbero censurate. Ufficialmente per ragioni di fascia protetta e buon gusto. Questi reporters arabi presenti sul territorio, come i volontari e i bloggers, sono spesso vittima del fuoco israeliano ma continuano a far uscire dall'inferno le immagini della devastazione, quelle che rendono meglio l'orrore della guerra.

Viene riportato a questo punto, nel documentario, il caso di un servizio arrivato alle televisioni occidentali da un'emittente araba, nel quale veniva mostrato il corpicino carbonizzato di una bimba. Un'immagine sconvolgente che le emittenti occidentali hanno censurato.
In un intervista, Jeremy Bowen, corrispondente dal Medio Oriente della BBC, si lamenta del fatto che queste immagini sono comunque decontestualizzate e non rendono paradossalmente il dramma della guerra. "Ho visto una cosa terribile l'altro giorno, un padre che baciava con tenerezza infinita il figlio morto. Se mi fosse stato possibile andare a Gaza, sarei andato nella casa di quest'uomo, se fosse stata ancora in piedi, avrei raccontato la sua storia. Ma questo è impossibile". L'impossibilità di raccontare la guerra. "Se vedi un mucchio di corpi di bambini sei sconvolto, ma lo sei ancora di più se puoi raccontare lo strazio delle madri e dei padri".

Gaza, quindi, è stata raccontata in maniera parziale, secondo i dettami della propaganda israeliana, dai media occidentali, i quali hanno potuto utilizzare in maniera limitata il materiale di provenienza araba presente sul campo. Le tv arabe invece hanno mostrato la guerra senza veli e in diretta. Il rischio, secondo alcuni, è che ciò possa estremizzare il risentimento islamico verso l'Occidente. Forse proprio ciò che si vuole. Se gli occidentali avessero potuto filmare dall'interno i combattimenti, la prospettiva sarebbe cambiata?

Viene presentato poi il caso della scuola dell'ONU bombardata, nella quale avevano trovato rifugio molti civili palestinesi. Vengono posti a confronto, nel documentario, la versione del portavoce israeliano che insiste nel considerare la scuola una base missilistica di Hamas e la testimonianza di un giornalista americano del New York Times, che dice che i colpi dei miliziani non provenivano dalla scuola ma dalle sue vicinanze.

L'ultima parte di "Unseen Gaza" è dedicata al racconto dei tentativi da parte di Israele di fare pressione su media normalmente obiettivi come la BBC, accusata di essere sbilanciata a favore di Hamas per il fatto che i suoi militanti non vengono chiamati terroristi.
Jon Snow commenta che Hamas, piaccia o no, è stata votata democraticamente dai cittadini di Gaza. Una cosa che viene spesso dimenticata.

Finalmente, con il cessate il fuoco, la stampa internazionale viene ammessa a Gaza ad assistere alla devastazione lasciata da venti giorni di fuoco.
L'ultima osservazione di Jon Snow è amara: se i media fossero stati in grado di mostrare tutto questo in diretta, si sarebbe potuti giungere prima al cessate il fuoco? Si sarebbero potute salvare delle vite?

Questo è quanto è stato raccontato agli inglesi l'altra sera.
Da noi invece su un importante giornale si è scritto che i morti non sono 1300 ma 500, si è fatto qualcosa di molto simile al revisionismo a base di letti vuoti all'ospedale, quindi niente vittime. Era la parola di un giornalista contro quella di centinaia di testimoni ed immagini ma l'articolo è subito diventato un'appendice delle sacre scritture. Se fate un giro sulla stampa filosionista, il nuovo profeta dei morti al ribasso è citatissimo.
Non importa che perfino il Jerusalem Post abbia scritto un onestissimo e lungo articolo dove dichiarava non ancora certo il numero delle vittime. Non importa che lo stesso IDF abbia affermato, in contrasto con le parole del Corriere, che i morti sono probabilmente proprio 1300 (seppur per la maggior parte non civili innocenti ma miliziani di Hamas) e per questo si sia beccato il rimbrotto dal governo israeliano (lo racconta sempre il JP).

L'importante è leggersi fino in fondo il libretto di istruzioni, rimanere sulla collina e suggerire al lettore che le cifre raccontate dai palestinesi sono false, perchè gli arabi sono bugiardi e dicono sempre il falso. Noi giornalisti invece, diciamo sempre la verità. Per definizione. Oh, ma solo quelli embedded, è ovvio. Gli altri sono sbilanciati.

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17 commenti:

  1. Anonimo23:35

    Come sempre ottimo articolo. La verità è cruda e crudele e si sa noi abbiamo il papa e certe cose non si devono vedere (ma anche non ci fosse basterebbe lo stesso berlusconi).
    Abbiamo i peggiori politici di europa e i peggiori giornalisti del mondo.
    Siamo un paese dove fare cronaca significa essere messi alla gogna
    prim

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  2. Anonimo23:35

    La verità è che Hamas non ha fatto nulla per fermare tutto questo se continua a farsi ricattare da Theran questo è il prezzo da pagare non hanno dato importanza al prezzo in vite umane che il conflitto contro Israele avrebbe provocato.Sapevano benissimo che il tutto sarebbe diventato un conflitto tra militari contro civili.Un caraggio da leoni alla faccia di donne, bambini...La gente comune è stanca!Vuole la pace e di Hamas non sa cosa farsene...Stanca di farsi uccidere da Hamas e per Hamas.
    Franco.

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  3. Franco, Hamas ci lucra su e più morti civili ci saranno maggiore sarà il consenso per questi fondamentalisti democraticamente eletti.
    Non ti viene in mente che agli occhi di uno stato che ricerca la pace questo possa essere un ottimo motivo per non sterminare i civili?

    Ed ancora: attribuisci la colpa ad Hamas perché avrebbe dovuto prevedere la reazione di Israele (eccome se l'ha prevista).
    Lo stesso ragionamento che sta alla base del "se l'è cercata" riferito alle donne in minigonna che vengono stuprate.

    Israele ha compiuto uno sterminio deliberato, i mass media sono corresponsabili per aver scientemente occultato e distorto la verità in favore di una becera propaganda.

    I fatti sono evidenti soprattutto per chi ha una connessione internet ed un paio di link, chi nega che Israele ha messo in atto una pulizia etnica o è idiota oppure in cattiva fede.

    La gente comune... parli dei coloni che vivono in case costruite sulle macerie di quelle dei palestinesi cacciati a pedate? Di quelli che si riprendono mentre guardano con il binocolo Gaza che brucia e mettono tutto su iutub?
    Di quelli che vivono stressati per la pioggia di Qassam e che per questo invocano l'atomica (una buona terapia no eh)?
    Di quelli ne sono crepati un paio, di quegli altri 1300 e passa.

    Il punto è: chi uccide e mutila deliberatamente i civili con armi di ogni genere è o no un terrorista?

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  4. etsero08:05

    il nostro ineffabile ministro della difesa la russa ha detto che israele deve difendersi dai 'missili' di hamas.data la sua mansione non sapere la differenza tra un razzo che non ha testata esplosiva nè direzionalità e un missile mi fà pensare che o è un cretino o è in malafede.del resto basta vedere i risultati.in otto anni i razzi di hamas hanno provocato una decina di vittime(probabilmente di infarto)

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  5. @ iniquo
    Non bisogna dimenticare che, in passato, i governi israeliani hanno deliberatamente inviato persone a colonizzare aree che sapevano benissimo un domani sarebbero state oggetto di restituzione alla controparte palestinese. I coloni sono stati usati come "scudi umani", si può dire? per occupare ancora più terra. I coloni hanno tutte le ragioni di voler restare dove sono, perchè non puoi darmi una casa e poi togliermela. La colpa è del cinismo degli ideologi sionisti che li hanno sfruttati e hanno giocato sulle loro vite.
    L'unico modo di far smettere Hamas di tirare razzi è cercare un accordo di pace che sistemi una volta per tutte la questione palestinese. Ma le concessioni dovranno venire ANCHE da parte di Israele.

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  6. @ etsero
    la maggior parte della popolazione, come il ministro della difesa, non conosce la differenza tra Saturno5, Qassam, Katyusha, SS20, Cruise e razzi Acme.

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  7. Anonimo11:10

    Insisto Lame. Forse mi sarò perso qualche tuo intervento di questo tipo negli anni passati. Me ne dolgo. Che vuoi, le mie principali fonti di informazione sono sempre state il Corriere e i TG Rai e Mediaset. Nonostante questo, il vero volto del sionismo mi è sempre stato chiaro, fin dal remoto 1956. La conclusione che anche il famigerato Olocausto fosse una bufala, ordita per giustificare quanto succede da oltre 60 anni, non ha tardato. Temo che la seconda guerra mondiale sia stata vinta dai "cattivi", e che i nazi (certo non degli agnellini)avessero "visto qualcosa" di reale. Martedì prox sarà il "giorno della Memoria". Gli effetti della menzogna li puoi vedere in molti commenti dei tuoi lettori. Ti passo infine una chicca, postata su Facebook da un medico che si dichiara "amico di Israele": "non c'è dubbio che i palestinesi siano un popolo che molto ha sofferto, ma di questo devono ringraziare solo i governi arabi. La loro richiesta di terra è infondata, perché gli arabi sono sempre stati dei senza tetto." E sai qual è la fonte originaria? Niente meno che Indro Montanelli. Buona giornata da Joseph.

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  8. @ joseph
    non è onesto mescolare cose che non c'entrano nulla tra loro e cercare di infettare con il revisionismo più becero discorsi di ben altro spessore.
    La Shoah è un dato di fatto, macchè bufala, appartiene alla storia ed ai peggiori abomini compiuti dall'uomo. Peccato che non se ne sia tratto sufficiente esempio per impedire che altri abomini potessero essere impediti su altre popolazioni. Si sarebbe potuta imparare una lezione veramente in grado di cambiare il mondo, se si fosse urlato, invece che "mai più", "mai più a nessun popolo della Terra".
    I nazi non hanno visto proprio niente, nemmeno che sarebbero stati sconfitti.
    Montanelli ha detto tante cazzate in mezzo a cose giuste. Sosteneva perfino che non fosse vero che Mussolini avesse gasato gli etiopi. Quando gli sbatterono i dispacci firmati da Benito sotto il naso fu abbastanza signore da ammettere l'errore.

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  9. Davvero un bell'articolo, e chiedo il permesso, data la mia scarsa conoscenza dell'inglese, di poter citare il tuo riassunto (ovviamente riportando la fonte).

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  10. Anonimo12:27

    Lame suvvìa. Grazie della risposta, assai sensata. Posso solo invitarti a leggere "I miti fondatori della politica israeliana", di Roger Garaudy, certo non sospettabile di antisemitismo preconcetto. Nel caso lo facessi (non è facile da trovare, anzi credo che ormai possederne una copia sia considerato un reato), prego notarne la forza documentale, è interamente basato sugli atti (consultabili) del processo di Norimberga. Joseph.

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  11. @ Zeitgeist
    certo, permesso accordato.

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  12. Credo che aldila' dei numeri, ci sia stata una volonta' precisa di Israele di perseguire barbaramente fregandosene di convenzioni e trattati i civili, L'Onu i giornalisti liberi e le associazioni tipo la Croce Rossa e la Mezza luna rossa. E questo e' innegabile. Mi chiedo se il giorno della memoria ormai prossimo, serva a qualcosa.

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  13. Atius16:20

    Ho appena guardato il servizio e... che schifo. Lo shock non sono le immagini senza filtro riportate ma quei schifosissimi fascicoletti di propaganda, anche se a proposito delle immagini "forti" secondo me dovrebbe esserci un limite dato dal buonsenso su ciò che si può mandare in onda. Guardare la televisione è pur sempre una azione passiva, non è come cercare una notizia in internet, non ti prepari con il palinsesto alla mano.
    Per tornare agli odiosi fascicoletti, ma scherziamo? Mi sono venute in mente le brochure che ti illustrano i villaggi vacanze. Darli in mano ad un giornalista è offendere la sua professione. Il rischio altissimo che i media si stanno assumendo è quello di perdere credibilità non tanto qui in occidente, dove siamo quasi del tutto narcotizzati da informazioni filtrate, ma da quelle popolazioni che hanno entrambe le versioni alla mano. La versione occidentale probabilmente priva di detttagli e contesto, fatta con ciò che si riesce a recuperare da same hill, l'altra probabilmente del tutto imparziale. Comunque ad un arabo quando vedrà entrambe le versioni gli gireranno sicuramente i coglioni a vedere come il mondo mostra la guerra.

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  14. Proprio così Gaza è già sparita dai nostri telegiornali e dalle prime pagine dei quotidiani. Non bisogna disturbare il manovratore e permettergli di continuare l'opera.

    Del resto gli italioti hanno ben altri problemi a cui pensare: la fiorentina ha subito dei torti intollerabili che necessitano di proteste anche clamorose (sentito stamane al tg).

    Il video non lo guardo perchè di orrori perpetrati da questi criminali ne ho abbastanza. Ringrazio Lame per il riassunto.

    Segnalo che, nonostante la mattanza, i sondaggi per le prossime elezioni danno in netta flessione Kadima (Livni -7 punti) e Labour (Barak -5 punti) mentre vola Likud del falco Netanyahu e l'ultranazionalista Yisrael Beitenu di Lieberman (quello della bomba atomica). Gli israeliani sono scontenti perchè gli scarafaggi palestinesi non sono stati domati a sufficienza.

    Cadono a Gaza volantini (Arrigoni) dove si afferma che "al minimo atto offensivo contro Israele torneremo a invadere la striscia di Gaza, quello che avete vissuto in questi giorni non è nulla a confronto di ciò che vi aspetta".

    Questo è lo stato democratico di Sion avamposto della civiltà occidentale in Medio Oriente, civiltà alla quale io ormai mi vergogno profondamente di appartenere.

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  15. ... non vedere per non pensare!
    E intanto in TV passano isole, reality e pubblicità...
    Luciano Bubbola

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  16. Le bombe uccidono le persone, i giornali uccidono le coscienze...

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  17. bell'articolo.
    la parte piu' agghiacciante è la citazione iniziale...

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